90 MINUTI DI APPLAUSI

Prego sedetevi comodi, sta cominciando lo show, o meglio, a dire il vero è già iniziato. Gli spettatori hanno assistito estasiati e lo spettacolo è stato servito. Da mesi, in realtà, e non è un caso se i numeri ci danno ragione: sei vittorie su sei negli ultimi scontri tra le mura amiche, nessuno come noi, se non il Barcellona. Ma come, quello di Messi? Si, proprio quello. Sembra assurdo guardando le differenti posizioni di classifica perché se il Barca in Liga ha già vinto il campionato, il Bologna, reduce da un girone di ritorno dal ritmo Champions, lotta per il primo posto, quello della parte destra in classifica, però.

Non è un caso il titolo. Non è un caso se il Dall’Ara regala applausi e tifo caloroso. Non è un caso se la squadra ci ha preso gusto a festeggiare all’ombra della propria curva. È stata ed è un’annata particolare, tra il rimpianto di chi dice “se…prima” e il divertimento di chi, ora, si gode una rincorsa senza freni verso quella salvezza che da insperata si è trasformata in goduriosa avventura di tifo, e di calcio.

A Bologna il sostegno degli spalti non si è mai fatto attendere, a differenza delle prestazioni. Ci è voluto un po’ a trovare l’equilibrio tra i due protagonisti, perché i tifosi hanno per troppo tempo primeggiato. Oggi lo show ha un inizio, un compimento e una fine lodevole. Lo testimoniano i risultati, soprattutto quello ultimo del derby che, se anche discorda con il parere del mitico Gianni Brera su quella teoria che non voleva squadre schiaccianti per il rispetto dell’equilibrio di gioco, aggrada il tifoso, in particolare quello abituato a soffrire.

Il Bologna ha iniziato a segnare, e pure tanto. Da tutti i lati, posizioni e modalità. La qualità del gioco è migliorata, sia sul piano visivo che su quello dell’efficacia, la posizione in classifica è rassicurante e il gioco è fatto: “abbiamo giocato la nostra miglior partita”. Gli ingredienti c’erano tutti, l’avversario non ha saputo reggere il confronto e Mihajlovic ha sentenziato, orgoglioso. Dargli torto? No, impossibile.

Manca ancora qualcosa per sentirsi tranquilli ma l’obiettivo sembra essere diverso. Non si gioca per non perdere, ma per vincere, dappertutto e con tutti. Ci separano dalla fine due avversari che la nostra casa in classifica non l’hanno mai toccata, ma il gruppo tinto di rosso e blu sembra non temere nulla. In fin dei conti i risultati ci danno ragione, sul treno delle vittorie ultime facciamo da capo treno, e chissà che la festa non possa essere arricchita da una scalata verso il decimo posto, difficile, ma non impossibile.

(Immagine in evidenza: Instagram Bologna Fc)

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