La panchina del gol

Alla metà del tour de force settimanale per il Bologna che domani sera a Bergamo affronterà l’Atalanta con l’intento di continuare la striscia positiva che lo vede reduce da tre vittorie consecutive, salta all’occhio un dato partorito dalla panchina: tre degli ultimi cinque gol messi a segno dai rossoblù nascono da un cambio a gara iniziata. Poli, Pulgar e Destro, tre gol da subentrati nelle ultime due partite, tre gol da tre punti, tre gol le cui esultanze intonavano “salvezza”. La strana serie che macchia la voce “gol fatti” nelle statistiche bolognesi ha una valenza leggibile sotto diversi punti di vista.

Che nel calcio, come in ogni altro sport di squadra, non solo chi scende in campo ma a maggior ragione chi si accomoda in panchina debba mantenere la testa alla partita, è un dato di fatto. Se poi a livelli alti, è la professionalità stessa del giocatore ad imporglielo. Vero, però, che il Bologna visto in diverse uscite stagionali non sembrava dimostrarlo e le critiche a suo tempo non avevano risparmiato nessuno: sicuramente non gli addetti ai lavori e men che meno le professionalità degli atleti scesi in campo. Ad oggi, però, gli stessi giocatori in rosa paiono a tratti irriconoscibili, determinati e affamati, da chi calca il terreno di gioco dal primo minuto a chi, per scelte tecniche, subentra a gara in corso. E questi ultimi tre gol la dicono lunga.

Come ha dichiarato Sinisa, il lavoro fatto ha sicuramente dato i suoi frutti a livello mentale, ma non è da meno la fiducia che lui stesso ha dimostrato di meritarsi da ognuno dei suoi giocatori. Sì perché non basta lavorare concentrati sull’obiettivo e credere nelle proprie potenzialità per essere utili alla causa. Le decisioni, infatti, hanno un mittente esterno e il Bologna, od oggi, può dirsi orgoglioso di averne trovato uno che a volte sembra saper leggere il futuro. Mihajlovic ha fatto squadra, ha cambiato mentalità, ha ridato speranze, ma ha anche dimostrato di sbagliare molto poco… soprattutto nei cambi. Lasciando da parte credenze e stregonerie, i risultati e le statistiche parlano chiaro: il Bologna delle ultime uscite gioca, segna e lo fa spesso dalla panchina.

Un mix, quello dei rossoblù, che abbonda di tre ingredienti: capacità, costanza e atteggiamento. Una ricetta che sembra essere quella vincente, quella che spaventa l’avversario e che ha ridato orgoglio a una tifoseria. Perché a Bologna, si sa, la gente è passionale e se è vero che alla lunga ci si stanca di non vincere, è altre sì vero che basta vedere una squadra grintosa per rendere quel tifo acceso e sentito.

Micòl Malaguti

(Fonte immagine in evidenza: Bologna FC)

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