E vissero (quasi) tutti felici e contenti


Dieci lunghi anni, tra alti (pochi) e bassi (molti) la F è tornata a volare. L’epilogo migliore, finalmente, per una stagione che era diventata ormai noiosa, con il protrarsi di calcoli effimeri sul quando, sul dove e sul come. E alla fine è andato tutto alla perfezione, con la possibilità di festeggiare a casa propria, in una giornata di sole, dopo l’anticipo di mezzogiorno. Brava la Fortitudo, bravo Martino, brava la società e bravi i giocatori, dal primo all’ultimo. “Oggi da fortitudini bisognava perdere”: così il presidente Pavani nel post partita. E qualche avvisaglia di un possibile incubo effettivamente c’era stata, in un primo tempo con Ferrara, in cui la tensione aveva fatto sprofondare la Fortitudo anche sul -10. Ma alla fine sarebbe stato troppo brutto per essere vero ed è bastato un quarto per riportare le cose al proprio posto. La festa in spogliatoio, la festa in Piazza Azzarita con i tifosi e il corteo fino al Nettuno. L’epilogo di una stagione dominata, non poteva essere altrimenti. Ora si festeggia, ci sarà tempo per pensare alla prossima serie A e al ritorno del derby… Anzi no, a quello ci abbiamo già pensato.

È una regola non scritta, si sa, che a BasketCity non tutti possano sorridere nello stesso giorno. E la conferma arriva da Sassari, dove brutta, slegata e disattenta la Virtus cade contro la truppa Pozzecco, che fa bottino di soddisfazioni dopo la promozione della sua amata “F”. Non è leggero Djordjevic nel post gara, non sono sereni i tifosi, che lanciano un ultimo appello. Anche perché mercoledì arriva Nanterre, si riparte dal -8 dell’andata e, ad oggi, la testa bianconera non è poi così serena. Il tutto ancora senza Martin, senza un centro che riesca ad incidere come si deve e senza una vera e propria certezza (al netto di Punter che il suo lo fa). Insomma non giornate tranquille per la Virtus, che ha cambiato molto in corsa e, in maniera azzardata, ha cambiato troppo anche le pretese stagionali, che ad inizio anno erano ben diverse. Non sarà semplice ma la speranza è l’ultima a morire.
Sorride anche la Matteiplast, ancora bella e ancora vincente: 40 punti in classifica, appaiata a Palermo e La Spezia, a 2 punti dalla vetta. Sembra saper solo vincere la squadra di Giroldi, prontissima per il finale di stagione che chissà, qualche sorpresa potrebbe riservarla.

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