Chi (ri)comincia e chi vede la fine

Un weekend che doveva dare continuità, un weekend che doveva dare conferme per la palla a spicchi bolognese e così effettivamente è stato, a tutte le latitudini, da Torino a Bologna, passando per Savona.

Un insolito aperitivo domenicale per la Virtus, che aveva il compito di digerire il pranzo torinese dopo il “buona la prima” della nuova era Djordjevic, iniziata mercoledì con la conquista dei quarti di finale europei. Una Virtus convincente quella del PalaVela di Torino, che non lascia scampo a Poeta&Co e che per la seconda partita consecutiva lascia poche briciole all’attacco avversario (58 subiti con Le Mans, 64 con la Fiat). Tutto il contrario di quello che, fino ad una settimana fa, si era quasi sempre visto con la Virtus di Sacripanti: una scossa mentale prima che tecnica quella della nuova V di “Sasha”, che lascia coraggiosamente a riposo Chalmers, scelta inaspettata (ma provate a dirgli voi qualcosa al serbo). Una faccia diversa quella della squadra, una faccia diversa quella dei giocatori in campo, a partire da Martin, fino ad arrivare a Baldi Rossi. Passa in secondo piano l’assenza di Punter, costretto allo spogliatoio anticipato per un pesante calo di pressione: calo, una parola non prevista nel vocabolario di Djordjevic, pronto a risalire la classifica, partita dopo partita. Ora una settimana piena di allenamenti, senza voli aerei o partite europee: per la truppa “italo-serba” il miglior modo per salire di livello e cercare conferme già sabato sera, quando il duello tra allenatori sarà di quelli “bollenti”.
Mai una vera e propria partita, seppur contro l’unica squadra in grado, nel girone di andata, di battere la Fortitudo. Serve per far (ri)esordire Delfino al Paladozza, serve per rimettere in carreggiata Cinciarini, serve per far gioire (con punti) i giovani, serve per poter dire “una in meno”. Doveva essere così ed è stato così, se qualcuno avesse mai lontanamente pensato ad un calo post Coppa Italia. La questione però, grazie ad un’arcigna seconda della classe, non è ancora chiusa: Cento non fa il miracolo a Montegranaro ma la Fortitudo passa un’altra domenica indenne, aspettando di poter finalmente affidarsi all’aritmetica, un’alleata non da poco. “Lo dicono tutti i ragazzi”, Martino per adesso non si sbilancia e lascia che sia “solo” il Paladozza a cantarlo ma per unirsi al coro potrebbe essere questione di due settimane.
Sesta sinfonia Matteiplast a Savona, terzo posto in classifica e un’orchestra che sembra non voler smettere di suonare all’unisono. Sei giornate al termine, piena corsa playoff, bottino pienissimo per D’Alie e Tava: non può che continuare a sorridere la Bologna al femminile, sicuramente in buona compagnia, almeno a questo giro. C’è chi vede la fine e chi, invece, ha appena cominciato: può succedere di tutto ma, forse, abbiamo più certezze.

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