LA DEA BENDATA HA GUARDATO QUAGGIÙ

Rientrati a Casteldebole reduci dalla battaglia su campo amico, la truppa rossoblù ha alzato gli sguardi fiera di una vittoria che ha risollevato animi e speranze. Consapevoli che la strada è ancora molto lunga e consci dell’importanza di ogni partita, il Bologna e i bolognesi vivono questi giorni con un chiodo fisso: l’idea che ora non è più possibile commettere errori.

Se fino alla scorsa settimana la squadra sembrava essere perseguitata dalla sfortuna, da domenica la ruota sembra aver cambiato rotta. L’analisi dei numeri degli uomini di Mihajlovic, infatti, ci aiuta a riconoscere come, dall’arrivo di Sinisa sulla panchina rossoblù, il Bologna goda di una posizione da Europa nell’insolita classifica di tiri fermati dai pali. Ma andiamo per gradi e partiamo dalla sfida casalinga contro il Genoa: è il minuto 42’ del secondo tempo e dagli sviluppi di un calcio d’angolo, un colpo di testa di Danilo, che poteva cambiare le sorti del match, fa tremare la traversa ma, ahinoi, non la rete. Primo di un susseguirsi di gol negati che per quattro giornate consecutive hanno lasciato a bocca asciutta giocatori e tifosi, il colpo sfortunato del centrale bolognese è sembrato segnare le sorti di una squadra che avrebbe bisogno di tutto, fuorché di avversità. Le tre gare successive (contro Roma, Juventus e Udinese, ndr) non sono, però, state da meno e giornata, dopo giornata, il Bologna ha dovuto fare i conti con una porta che appariva restringersi sempre di più.

Arrivato il Cagliari allo stadio Dall’Ara la situazione è sembrata finalmente cambiare e all’ombra di San Luca il cielo è apparso decisamente più sereno. Ribaltato il destinatario, prima i sardi (con Joao Pedro), poi persino l’Empoli (con Pasqual, nella sfida di lunedì contro la Roma) si sono visti negare la gioia liberatoria del gol, proprio a causa di quella traversa che fino alla settimana precedente al Bologna appariva più che un’antagonista. Che la Dea bendata abbia deciso di rivolgerci uno sguardo? O Forse più semplicemente l’imprecisione era dovuta a una paura eccessiva di incorrere in errore che Mihajlovich e i suoi ragazzi sembrano riusciti ad essersi scrollati di dosso? Una risposta non la abbiamo, ma quel che è certo è che il Bologna visto nell’ultima apparizione di campionato è apparso una squadra rigenerata e vogliosa di dimostrare il proprio valore, rilanciandosi così nella scorsa salvezza.

Che sia stata la gloria di Alessandro Magno, piuttosto che la coesione di un gruppo che si risolleva dal deserto, poco importa, perché i segreti di spogliatoio, con questi risultati, possiamo lasciarli tali. Capaci di una prestazione finalmente degna di nota, anche dal punto di vista fisico, e quasi incredibilmente spettatori dal dischetto non in protezione ma all’attacco dell’area avversaria, Eric Pulgar (realizzatore del rigore contro il Cagliari) e compagni lavorano in vista di una trasferta a Torino che raccoglierà i tifosi di sabato sera.

Gli ingredienti, allora, sembrano esserci tutti, dagli spalti sempre gremiti alla prestazione invidiabile; e da domenica, poi, pare esserci un alleato in più.

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