Reset: press start to play

18 Novembre 2018, in un piovoso pomeriggio Valenciano d’autunno Andrea Dovizioso vince davanti ad Alex Rins e Pol Espargarò una strana gara ricca di cadute causate da un forte diluvio. Tra i tanti piloti costretti al ritiro c’è anche Marc Marquez, che qualche settimana prima ha festeggiato il titolo mondiale simulando il completamento del livello di un videogioco. Così avevamo detto addio al Motomondiale 2018. Dopo 4 mesi di vacanze, allenamenti e test, finalmente torna il campionato di motociclismo più seguito al mondo con tante novità, dubbi e certezze.

Mai come quest’anno Ducati si presenta a Losail per l’inizio della stagione con una moto alla pari della Honda, se non addirittura favorita. La scorsa stagione, nonostante i tanti 0 accumulati, ha dimostrato di potersi giocare la vittoria in quasi la totalità dei tracciati e per tutto l’inverno gli ingegneri di Borgo Panigale hanno lavorato per migliorare i pochi punti deboli della Desmosedici. Il pilota di punta Dovizioso riparte con una consapevolezza e una maturità maggiore, in una pista dove già l’anno scorso aveva portato a casa il bottino pieno. Al suo fianco si trova Danilo Petrucci, “promosso” nel team ufficiale, che ha dato piena disponibilità per aiutare il compagno di box a raggiungere il tanto desiderato titolo mondiale. Grande curiosità anche per vedere Pecco Bagnaia, campione del mondo di Moto 2 in carica, all’esordio nella classe regina con la Ducati del Team Pramac.

La squadra da battere sarà anche in questa stagione il Team Repsol Honda, dato che possiede il miglior pacchetto piloti del campionato e, per alcuni, uno dei migliori della storia della MotoGP. In più la casa di Tokyo nel pre-stagione non è rimasta a guardare le rivali e sembra aver migliorato la velocità di punta della RC213V. Da valutare però le condizioni dei due campioni spagnoli: Marquez è stato operato alla spalla e afferma di aver recuperato quasi del tutto, mentre Lorenzo dopo l’infortunio accusato in allenamento punta di tornare al 100% dalla terza gara.

Durante l’inverno si sono visti miglioramenti costanti da parte di Yamaha, costretta a colmare il gap che da troppo tempo la separa dai primi. Nei test si sono rivisti nelle prime posizioni sia Vinales e Rossi, sia i nuovi piloti del team satellite Morbidelli e Quartararo. Tuttavia non si sbilanciano gli alfieri Yamaha che per le prima parte di stagione punteranno sicuramente al podio, ma per la vittoria c’è ancora tanto da lavorare.

La possibile sorpresa del 2019 potrebbe essere Suzuki, in crescita già nella scorsa stagione e con dei piloti giovani, promettenti e affamati di stupire. Navigano in alto mare, invece, KTM e Aprilia. Entrambe hanno puntato su piloti veloci come Zarco e Iannone, ma non sono ancora riuscite a fornire una moto competitiva.

Adesso non ci resta che aspettare le 18 di domenica per sentire il rumore dei motori accendersi e i semafori rossi spegnersi: la caccia al titolo di campione del mondo MotoGP 2019 è aperta, press start to play.

Immagine in evidenza da motorsport.com (Foto di: Gold and Goose / LAT Images)

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Daniele Lanza

Nato a Bologna nel 1996. Studente di Produzioni Animali alla facoltà di Agraria di Bologna. Appassionato di motori (MotoGP e SBK) e ducatista fin dalla nascita. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909.

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