Un weekend inaspettato, come rialzarsi?

Un weekend che partiva con i migliori auspici, con del sano ottimismo da ogni lato, con un Bologna carico per le ottime prestazioni delle ultime settimane, con una Virtus galvanizzata dalle bombe di mercato e con una Fortitudo forte di essere la favorita numero uno per la Coppa Italia, tanto disdegnata e tanto snobbata. Un weekend per ribaltare tutto: era iniziato bene quello della Fortitudo, in scioltezza con Biella e in controllo con Roma. Poi la sconfitta in finale con Treviso, per una squadra stanca, sfilacciata e senza troppe energie. Un Coppa Italia non tanto voluta, che non dovrà lasciare scorie prima di ricominciare il campionato perché lì, snob o meno, sarebbe una disfatta. Ma non è giusto neanche pensare ad un epilogo del genere, per una Fortitudo  che conosce il da farsi: lo sanno i giocatori, lo sa l’allenatore, lo sa l’ultimo arrivato Delfino, malissimo a Porto San Giorgio, che dovrà capire come rendersi utile per questa squadra. Delfino che non è Cinciarini ma che forse dovrà incidere, in uscita dalla panchina, allo stesso modo del numero 5, anche perché questa squadra, di giocatori fisici che amano avvicinarsi al canestro, ne ha pieno il roster e Carlos sarebbe solo l’ennesimo in lista.

Roster pieno anche per Sacripanti con l’arrivo di Chalmers, con la panchina che però traballa dopo la sconfitta di sabato con Venezia: più di 35’ in vantaggio, poi il buio che regala la vittoria ai lagunari e alla Virtus un pugno di mosche. Errori dei singoli ed errori dell’allenatore, anche se lo stesso Pino in conferenza non ha nulla da recriminare ai suoi. Ma come spesso succede in questa stagione, non c’è tempo per pensare, arriva stasera la (prima) partita più importante della stagione, per iniziare a far fruttare ciò che, per ora, si è detto molto a parole sin dai piani alti della società e per far capire, una volta per tutte, che ad oggi la Champions League interessa più del campionato. Ci sarà un Chalmers in più, non uno dei tanti ma uno che nella vita ha giocato (e vinto due titoli NBA) insieme a LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh: non gioca da maggio, dopo aver concluso la stagione con Memphis e anche su questo dovrà dare risposte anche se, si sa, il basket al di qua dell’oceano è un’altra cosa. 

Tre vittorie contro Roma, Udinese e Inter, più qualche pareggio sparso: è questo il bottino del Bologna; bottino che sembrava potesse essere “rimpolpato” alla Dacia Arena, date le ultime convincenti prestazioni contro squadre ben più forti. I soliti due errori dei singoli che portano altrettanti gol, la solita fatica nello spingere la palla in rete e il dado è tratto. E’ tutto ancora aperto, con l’Empoli ora a 4 punti, aspettando lo scontro diretto in casa; intanto domenica arriva il Cagliari, con la speranza di un Bologna peggiore ma vincente. Al resto dovrà rispondere la società, non adesso ormai ma a fine stagione, indipendentemente dall’epilogo: potrebbe essere salutare una retrocessione così “inaspettata”?

  • 11
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento