La normalità che non sempre basta

Una prestazione normale, quella che si chiedeva da 7 mesi a questa parte; normale per quelli che erano stati gli standard fino a qualche settimana fa. Una prestazione buona nel lunedì romano per il Bologna che però torna a casa con un pugno di mosche: una prestazione “normale”, da squadra ordinata, compatta e decisa che però non basta; vuoi l’imprecisione doppia di Soriano, vuoi il solito errore difensivo di Helander, vuoi la poca concretezza sotto porta. Bicchiere mezzo vuoto se si guarda il risultato, mezzo pieno se si considera l’atteggiamento. Gli altri risultati non sorridono sicuramente al Bologna, l’Empoli si allontana di nuovo, lo segue l’Udinese. Ora una settimana di lavoro, per provare ad impensierire una Juve che avrà altri pensieri europei per la testa, consapevoli del fatto che una prestazione “normale” potrebbe non bastare.

Un labile confine tra l’essere eroi e e l’essere protagonisti di un fallimento. Sono queste le sensazioni che la Virtus si porta dietro dalla Final Eight di Firenze, terminata sabato in semifinale contro Cremona, incubo totale per Sacripanti e soci. Prima era arrivata una “signora” vittoria, un’impresa di quelle particolari, una serata di quelle che si ricordano facilmente; poi il passaggio inverso, contro la squadra di Sacchetti che ha già più volte dimostrato di non far giocare la Virtus. E così è stato. Sicuramente un passo in avanti rispetto alla scorsa stagione (eliminazione al primo turno) ma con l’impressione che manchi sempre qualcosa per provarci. Ora la sosta per la Nazionale, che regalerà Aradori a quella italiana e M’Baye a quella francese. Per gli altri qualche giorno di riposo e poi si farà una volta per tutte sul serio, con la Champions League che incombe, per provare a svoltare definitivamente questa stagione “normale”.

Tutto positivamente normale per la Fortitudo, che si libera agevolmente di Piacenza ed entra al meglio in una settimana che potrà dire molto sull’immediato futuro dei biancoblù: prima Mantova, poi Montegranaro, sapendo di poter contare su un poster lungo, consci del fatto che in queste situazioni i più “over” ad un certo punto potrebbero risentire di tre partite in 7 giorni. Una settimana importante, dopo la quale si potrebbe già ragionare nell’ottica di “chi tengo e chi no” per la prossima stagione al piano di sopra.

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Redazione BOLaround

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