Sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta

Sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta. Il riassunto, finalmente, del weekend (allungato per via di posticipi in A2) non può non far sorridere tutti. Sembrava impossibile ma alla fine è arrivata la tripletta di vittorie.

Vince il Bologna, che fa il colpaccio nella “Scala del calcio”. Cambio di allenatore, qualcosa di diverso nel modulo ma soprattutto la “garra”, questa sconosciuta fino a pochi giorni prima. Segna, soffre, spreca ma alla fine tira un sospiro di sollievo il nuovo Bologna di Sinisa. La classifica dice ancora terzultimo posto che però, adesso, ha tutto un altro sapore. Nulla è stato ancora fatto, sia chiaro, ma un velato ottimismo è d’obbligo, da Santander a Skorupski, passando per il buon esordio Lyanco, una squadra che per la prima volta in stagione ha sfruttato al meglio i punti deboli di un’avversaria in crisi di risultati e di identità. Ora una settimana per ripartire bene anche al Dall’Ara, davanti ai propri tifosi che, forse, hanno giocato un ruolo importantissimo nei giorni “Saputiani” appena trascorsi. Non si può negare l’ottimismo anche sotto il ferro, sponda bianconera, dove arriva una vittoria dopo tre ko consecutivi che avevano fatto mugugnare tifosi e soprattutto società. Battuta anche al ritorno Avellino, in una gara dominata dal primo minuto del secondo quarto fino alla sirena finale, con la solita energia dei “colored” di Sacripanti, a cui si sono aggiunti i rimbalzi di Kravic e i “goal” di Pajola. Una delle migliori Virtus della stagione a guardare le statistiche, con un sesto posto conquistato, a 2 punti da Cremona, terza in classifica e prossima avversaria. In mezzo, però, niente relax all’Arcoveggio: arrivano i greci di Patrasso domani, per l’ultima del girone di Champions League che regalerebbe ufficialmente quel primo posto che la Virtus occupa dalla prima gara europea. Sarebbe un peccato non conquistarlo… Torna a galoppare la Fortitudo, vincere sarebbe riduttivo: 20-0 a 5′ dall’inizio della gara poteva sembrare una vittoria a tavolino (anche se quella la lasciamo a Milano e Nunnally). Era invece sintomo dello strapotere biancoblù sulla “povera” Jesi; si riprende subito la squadra di Martino, dando l’impressione che quella di Udine poteva essere una sconfitta “preventivata”. Rispedita a -4 Montegranaro, in attesa di ospitarla al Paladozza tra due settimane. Segnano tutti e 12, compresi Franco e Prunotto, nessuno gioca più di 24′ e finisce in gloria per una Fortitudo che adesso avrà due settimane di tempo (con Mantova si gioca il 20 febbraio) per mettere a posto quel tanto che basta per non farsi trovare impreparata nelle (ultime) difficoltà di una stagione che, sin qui, rasenta la perfezione. Tutti felici, è stato un weekend da favola.

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