Mezzo pieno o mezzo vuoto? I punti di vista della Bologna sportiva

C’è chi può guardare il bicchiere mezzo pieno e chi, invece, è costretto a guardarlo più vuoto che mai, come quasi tutti i weekend sotto le due Torri. Per una Fortitudo sempre più “schiacciasassi”, c’è una Virtus che gioca la miglior gara stagionale fin qui ed un Bologna che si fa plasmare dalla “Juventus B”. Inizia proprio con i rossoblù il weekend sportivo bolognese: senza neanche provarci il Bologna saluta la Coppa Italia già dopo 8 minuti, con il classico errore di un portiere che gioca una partita all’anno. Inzaghi rispolvera Destro ma il problema è sempre lo stesso: i compagni non gli fanno arrivare un pallone giocabile e lui non fa tanto per andarselo a prendere. A nulla servono gli innesti di Soriano e Sansone tra i titolari, fuori forma e lontani dalla condizione migliore. Sugli spalti sale la contestazione, la tifoseria invita alla porta i suoi dirigenti rispondendo per le rime al video messaggio di Saputo che rischia di diventare un boomerang fatale. “Dispiace perdere per due gol incredibili”, le parole utilizzate da Inzaghi nel post partita, come per dire che il Bologna sia stato sfortunato: delirante e fuori dalla realtà, forse, un allenatore che inizia a dare segnali totalmente avulsi da ciò che lo circonda. Ora una settimana di lavoro, per provare a salvare il salvabile partendo da Ferrara, consapevoli di dover fare risultato a tutti i costi perché, altrimenti, oltre ad essere realtà, la retrocessione inizierebbe ad essere anche meritata.

Meritata Final Eight quella che raggiunge la Virtus che, nonostante tutto, chiude il girone di andata con 8 vittorie e 7 sconfitte, qualificandosi alla Coppa Italia da ottava, non solo grazie alle sconfitte di Trento e Trieste ma anche grazie alla vittoria su Varese. La miglior Virtus vista fin qui, con tutti a disposizione, un lungo in più (ottimo debutto) e un buonissimo lavoro di coach Sacripanti che mette in buca Caja in una partita dominata dalla squadra bianconera. Ora la solita settimana per la Virtus, costretta ad una trasferta tedesca per correre verso una qualificazione europea quasi in tasca ma soprattutto per mettere a tutti allenamenti nelle gambe. Poi inizierà il girone di ritorno, al Paladozza contro Trieste, per iniziare a mettere la quinta in campionato e dimostrare di poter essere una squadra insidiosa per gli avversari, dopo aver raggiunto quello che, a fasi alterne, era un obiettivo conclamato dalla società.

25 punti di scarto contro la seconda, 18/31 da tre e una difesa che sul +20 pressava a tutto campo: non ci sono aggettivi per una Fortitudo sempre più in palla, che strapazza Verona (che era in striscia positiva da 9 gare) e che ora dovrà solo passare indenne il mese di gennaio, superando Treviso, con tutta probabilità l’ultimo vero ostacolo tra la Fortitudo e la promozione. Manifesta superiorità, trovando sempre un protagonista diverso, simbolo di una buona costruzione della squadra in estate e un buon amalgama che, Martino in primis, si è riusciti a mettere insieme fin da subito. Oggi contender non ce ne sono, soprattutto per una squadra che chiude con 120 di valutazione complessiva contro la seconda forza del campionato.

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Redazione BOLaround

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