Non tirare troppo la corda perché prima o poi…

Alla fine i proverbi servono da lezione, massime di vita che in un modo o nell’altro hanno sempre ragione e che difficilmente possono essere smentite. A tirare troppo la corda, va a finire che si spezza. Ed era già molto sottile la corda del Bologna, così che non è stato neanche troppo difficile spezzarla. Sono “bastati” quattro gol a Genova per esasperare un po’ tutti, tranne, forse, quelli che in campo ci vanno. Ennesima sconfitta ma, a questo punto, il problema è alla base. Avanti (per ora) con Inzaghi, avanti (per ora) con quello che c’è, che è veramente poco. Sorridono alcuni giocatori a fine partita, sorride meno Inzaghi alla notizia del ritiro settimanale della squadra, non sorridono affatto i tifosi, che iniziano a stufarsi e a mandar messaggi a chi, in Canada, si trova a capo di una nave che sta andando sempre più a fondo, anche per colpa di marinai poco avvezzi al mestiere. Come se non bastasse, in mezzo a questa settimana per “cuori forti”, anche una gara di Coppa Italia da decifrare: ne usciamo il prima possibile o proviamo a battere il Crotone (impresa in ogni caso non semplicissima)? Ai posteri l’ardua sentenza, prima che sia troppo tardi perché ad oggi, come da una settimana a questa parte, il Bfc è retrocesso.

Ha tirato troppo la corda anche la Fortitudo, che da qualche partita aveva già provato a perdere la prima in campionato, come per voler togliersi di dosso un po’ di pressione. Alla fine ce l’ha fatta, a Piacenza, in una gara brutta e mai chiusa, senza Hasbrouck, è vero, ma con altre mille soluzione a disposizione. Nulla è assolutamente compromesso, anzi: tutti pagherebbero oro per perderne una ogni dieci, sia chiaro e anche lo stesso Martino, che ha cercato nel nervosismo (sesto fallo tecnico fischiatogli in dieci partite) una soluzione che però non è arrivata. E adesso più di una settimana per non pensarci troppo: si ritornerà in campo in un insolito derby con Cento martedì 11, consapevoli comunque di essere i più forti, senza troppo ripeterselo davanti allo specchio. Riposa la Virtus, attendendo i “nazionali” di ritorno alla Porelli, in vista di un altro tour de force che molto dirà sulla stagione. Si spera, invece, che la stagione non abbia detto già tutto per il “povero” Bologna perché, nel caso, sarebbero dolori.

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Redazione BOLaround

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