La legge dell’ex colpisce ancora: Aradori stende Cantù e la Virtus ritrova il sorriso

VIRTUS SEGAFREDO – RED OCTOBER CANTU’ 90-81

(17-26, 30-16, 19-18, 24-21)

Obbligatorio rialzarsi per la Virtus Bologna che, dopo le sconfitte casalinghe con Milano e Cremona, deve ritrovare fiducia davanti al pubblico del Paladozza. Segafredo al momento a due facce tra campionato ed Europa, con i bianconeri che sembrano perfetti in Champions, ma faticano ad ingranare in territorio nazionale. I brianzoli dal canto loro arrivano da una pesante sconfitta a Brindisi, dopo aver però vinto 3 delle prime 4 gare in campionato. Occhi puntati sul trio Gaines-Mitchell-Jefferson, al momento i migliori realizzatori tra gli uomini di Pashutin, tutti e tre al di sopra dei 17 punti di media a gara.

Dopo un avvio decisamente pigro la Virtus riesce a rialzarsi, trovando punti da Aradori e Kravic e un ottimo impatto difensivo con Cournooh e Pajola. Si rivela vincente la scelta di Sacripanti, quando nel secondo quarto ha deciso di affidarsi al quintetto piccolo, con Taylor affiancato da Pajola e Cournooh. Cantù ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra con potenzialmente tanti punti nelle mani, ma troppo morbida nella metà campo difensiva. Sono mancate decisamente le alternative a Coach Pashutin, che dalla panchina ha avuto solamente 3 punti (Tavernari a tempo ormai scaduto) e ha dovuto fare affidamento sulle giocate di Jefferson e Mitchell, troppo poco per pensare di vincere al Paladozza. La Segafredo dal canto suo ha trovato un Dejan Kravic impeccabile, da 26 punti (31 di valutazione) e 8 rimbalzi, a cui non diamo il titolo di MVP giusto perchè è stato Aradori nel primo quarto a tenere a galla i suoi.

Quintetto Virtus: Taylor, Punter, Aradori, M’Baye, Qvale

Quintetto Cantù: Gaines, Blakes, Mitchell, Jefferson, Udanoh

Pronti, via ed è 9-0 Cantù, tutto firmato da Davon Jefferson: Sacripanti costretto al timeout immediato, anche perchè l’americano è il quarto miglior realizzatore del nostro campionato e non sembra il caso di fargli prendere troppa fiducia. Segna finalmente anche la Virtus, a bersaglio con il suo capitano Qvale. Primo quarto che scorre sui binari più congeniali a Cantù, che cerca di affidarsi al talento dei suoi americani e tocca il +13 sulla seconda tripla di Tony Mitchell (4-17). La Segafredo soffre l’atletismo degli avversari ed in attacco non riesce a costruire tiri facili: serve un contropiede di Aradori per restituire un minimo di fiducia ai bianconeri. Impressionante il dato dei rimbalzi a metà frazione: 10-0 in favore dei brianzoli, a sottolineare un approccio troppo morbido dei padroni di casa. E’ proprio l’ex di turno a caricarsi sulle spalle i suoi, piazzando 11 punti nel solo primo quarto, a cui però rispondono colpo su colpo gli ospiti, trascinati dalle triple di Mitchell. Si va al primo mini-intervallo sul 17-26.

Taylor sforna due assist al bacio in avvio di secondo periodo, ben concretizzati da Cappelletti e Kravic: Virtus di nuovo a contatto sul 23-28. L’appoggio in contropiede di Cournooh infiamma il Paladozza e costringe Coach Pashutin al timeout dopo 2’30” di gioco. Sacripanti opta per un quintetto piccolo, con 3 esterni in grado di portare avanti la palla come Pajola, Cournooh e Taylor. Cantù è in rottura prolungata e la Segafredo ne approfitta, arrivando al primo vantaggio di serata, dopo un contropiede aperto dalla stoppata di M’Baye e chiuso dal gioco da 3 punti di Kravic (30-29). La Virtus riesce finalmente a trovare maggiore fluidità in attacco, mentre dall’altra parte la Red October sembra la brutta copia di quella vista nei primi 10′. Un Kravic dominante (17 punti in 10′ di impiego) mette in grande difficoltà la difesa biancoblù, che però trova buone cose da Udanoh in attacco (già 8 punti con 9 rimbalzi). Rimane comunque Taylor uno dei protagonisti principali della rimonta con un ottima regia, condita da ben 9 assist. All’intervallo punteggio sul 47-42.

Sacripanti continua a dare fiducia a Cournooh e Kravic, inserendoli in quintetto visto l’ottimo impatto su entrambe le metà campo avuto nel primo tempo. Punteggio sempre in equilibrio, con nessuna delle due squadre che riesce a piazzare un break importante. Si rivede in campo anche Kevin Punter, ancora a quota 0, dopo essere stato in panchina per tutto il secondo quarto. Per gli ospiti sale a quota 18 l’ex Trento Mitchell, seguito a ruota dai 15 di Jefferson (55-54). L’ennesima stoppata di M’Baye apre alla transizione offensiva bianconera, finalizzata dalla tripla di Aradori dall’angolo. Cantù sbaglia in attacco e Punter punisce ancora in contropiede, per il +6 che convince Pashutin al timoeut (60-54). Il fallo tecnico a Mitchell (non nuovo a questo tipo di sanzione) consente alla Virtus di toccare anche il nuovo massimo vantaggio sul +9, con ancora 1′ da giocare. Punter fa e disfa tutto da solo: spara prima la tripla del +10, ma sull’ultimo possesso commette il quarto fallo personale e consente agli ospiti di chiudere solamente sul -6 (66-60).

Si appoggia molto al suo pivot la Segafredo in avvio di ultimo periodo e Kravic ricambia, salendo a quota 21 con 8/10 dal campo. Cantù però riesce sempre a trovare il modo di restare aggrappata alla sfida ed i punti di Blakes e Gaines la riportano sotto di 7 (74-67). Il mini-break di 5-0 firmato Aradori-Kravic obbliga la Red October a fermare il gioco e spinge la Virtus al massimo vantaggio sul 79-67. Il ritmo della gara sembra essere in mano ai bianconeri, ma Coach Sacripanti non si fida e preferisce fermare il gioco sull’81-71, con ancora quasi 4′ da giocare. I lombardi mostrano di avere tanti punti nelle mani, ma non riescono a trovare la quadra in difesa, lasciando troppo spazio alle iniziative degli uomini in maglia bianca. Gli ultimi minuti servono solo a fissare quello che sarà il punteggio finale, con la Virtus che ritrova la vittoria in campionato, vincendo 90-78.

Tabellino Virtus: Punter 5, Pajola, Taylor 11, Baldi Rossi, Cappelletti 2, Kravic 26, Aradori 26, Berti NE, M’Baye 14, Cournooh 2, Camara NE, Qvale 4

Tabellino Cantù: Gaines 12, Mitchell 23, Blakes 5, Udanoh 16, Baparapè NE, Parrillo, Davis, Tassone, La Torre, Pappalardo NE, Quaglia NE, Jefferson 22, Tavernari 3

MVP BOLaround: Pietro Aradori (26 punti, 9/14 dal campo, 5 rimbalzi e 27 di valutazione)

(Foto Virtus Segafredo Bologna)

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Francesco Strazzari

Grande appassionato di basket sin da piccolo, tifoso Virtus e Bologna Fc. Fondatore di "BOLaround", mi occupo di articoli e interviste relativi al mondo Virtus. Commentatore tecnico delle partite del Basket Progresso Matteiplast Bologna. Attualmente articolista anche presso basketinside.com Fondatore BOLaround

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