Sacripanti: “A Venezia per fare la nostra partita”

Un viaggio breve ma intenso, verso il Taliercio, la tana dell’Umana Reyer che attende la Virtus Segafredo guardando tutti dall’alto, capolista a punteggio pieno insieme a Milano. Stefano Sacripanti infonde certezze alla sua truppa, che ritrova Brian Qvale, il capitano che festeggia i trent’anni compiuti oggi tornando a respirare il profumo del parquet. Partire dalle sicurezze, appunto: la voglia di combattere sempre, di sviluppare con tranquillità la propria pallacanestro, di scendere in campo per provare a vincere, chiunque ci sia di fronte.

“Siamo molto stimolati ad affrontare una partita così, contro una delle due squadre più solide, con tanti anni di vittorie, scudetti, finali, solidità societaria. Stesso allenatore, stesso sistema di gioco. Siamo curiosi di vedere la nostra reazione. Finora, al di là del conto dei punti conquistati, c’è un primo bilancio da allenatore, con alcune risposte: la mia squadra ha lavorato bene, e quando si è data da fare per ore e ore in palestra ha messo in campo cose buone. Negli ultimi giorni abbiamo lavorato forte, da questo punto di vista sono tranquillo”.

“Abbiamo fatto certamente una brutta partita con Cremona, ma poi abbiamo fatto un’ottima partita due giorni dopo. La solidità che ho in mente passa esclusivamente attraverso il lavoro e la mentalità di approccio”.

“E’ tornato Brian Qvale. Chiaro che ha fatto due allenamenti, ma sono molto contento del suo ritorno. Ne ho bisogno a livello tecnico-tattico, poi perché è il nostro capitano, ha uno spirito di gruppo importante. Speriamo di poterlo utilizzare, non tanto ma con un buon approccio di mentalità e ottimismo”.

“Venezia è Venezia. Con un’identità molto chiara. Contro questa squadra ho vinto qualche volta, ho perso anche tanto, ed è chiaro che la loro profondità è un punto di forza, non solo nelle lunghe serie ma nei 40 minuti di una partita singola. La partita è molto lunga, bastano due o tre minuti di disattenzione per farli andare via. Bisogna essere bravi a giocarla sui nostri binari. Per noi è importante sapere di poter mettere tutti i giocatori nel proprio ruolo”.

“Noi stiamo lavorando a una crescita progressiva. La partita con Cremona e quella con Bayreuth non sono state molto diverse, in entrambe abbiamo avuto momenti in cui non riuscivamo a punire i cambi difensivi, altri in cui abbiamo preso buoni tiri senza fare canestro. La differenza è che con Cremona ci siamo tutti innervositi, contro i tedeschi non è successo, e io nell’intervallo ero totalmente convinto che avremmo vinto, perché avevamo fatto 1/13 da tre punti, ma con la volontà di cercarci, di passarci la palla, di essere squadra. Quando l’ansia ti mangia rischi questo, ma anche quello è stato un aspetto di crescita, e avere sbattuto la faccia è stato importante perché due giorni dopo ho visto una grande risposta”.

“Se devo dare una definizione alla mia Virtus, dico che è una squadra delle “pari opportunità”. Non ci sono gerarchie. Chiaro che Tony Taylor è stato messo per giocare più minuti, perché dietro ha un giocatore che veniva da un infortunio ed un giovane. Ma se Cappelletti e Pajola stanno bene in campo, giocano. Una squadra delle pari opportunità ha solo bisogno di positività, interazione, di essere costruttiva. Con Cremona ci siamo fatti saltare i nervi, mentre ogni partita deve essere affrontata con la serenità del fare la nostra parte, e con voglia di costruire. Chi capisce questa filosofia, avrà sempre il mio appoggio”.

(Ufficio Stampa Virtus Bologna)

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Andrea Grossi

Nasce il 13 Dicembre del 2000 a Bologna. Fin da piccolo il padre gli trasmette la passione per la Pallacanestro. Ad inizio 2016 inizia a scrivere i suoi primi articoli su "Basket City" e "The Basketball Post". Nel 2017 inizia la sua esperienza come speaker radiofonico per l'emittente Punto Radio ed entra a far parte della testata giornalistica Basket Universo. Fondatore BOLaround insieme a Alessandro Iannacci e Francesco Strazzari.

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