Prima o poi doveva succedere

Prima o poi doveva succedere per tutti, per il Bologna segnare in trasferta, per la Virtus non “imbroccare” una partita, per la Fortitudo continuare a vincere dando l’impressione di essere semplicemente più forte.

Forse addirittura la paura di vincere per il rossoblù, che passa da tre punti (virtualmente) in tasca al rischio di rendere indigesto il pranzo della domenica. Inzaghi sorride ed elogia i suoi, che (forse) per la prima volta non commettono errori grossolani. Sbaglia lui stesso, forse, quando decide di provare a cambiare l’inerzia, cambiando modulo ma non trovando i giusti equilibri. Alla fine un pareggio, senza troppo guardare agli episodi che forse, alla fine, potevano non sorridere più di tanto al Bologna. Dal pranzo di Reggio Emilia al pranzo del Paladozza: prima o poi doveva succedere, per un motivo o per l’altro, che la Virtus sbagliasse completamente una partita. Succede con Cremona, una squadra che oggi può dartene 20 e domani prenderne: nervosismo, stanchezza, approccio mentale sbagliato, questi gli ingredienti del brutto pranzo domenicale bianconero. Punter e Taylor disastrosi, quasi nessuno la mette in fondo alla retina e la Virtus, che a tratti ha assunto le sembianze del Bologna da trasferta, torna a casa con le ossa rotte e con il “solito” poco tempo a disposizione per curare le ferite visto che stasera, ancora al Paladozza, è già Champions League. Non giocherà nessuna coppa ma gioca da grande la Fortitudo: anche l’unico problema che poteva esserci (la stanchezza dovuta ai tre impegni in sette giorni) è stato frantumato nelle terre marchigiane. Un’altra vittoria, forse la più facile fino ad adesso, punteggio pieno e primo posto in classifica: Montegranaro (che batte nel big match Forlì) l’unica a tenere il passo ma, forse, soltanto perché non ha ancora avuto davanti questa Fortitudo. Prima o poi doveva succedere, per alcuni meglio così, per altri forse no.

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Redazione BOLaround

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