Sufficienza e pieni voti, verifiche superate per le bolognesi

Un po’ come quando a scuola c’era la “settimana delle verifiche”, quei 7 giorni che, se passati indenni, ti regalavano una serenità, almeno temporanea, con cui proseguire l’anno scolastico. Alla lavagna, Bologna, Virtus e Fortitudo si sono presentate “studiate”, in un modo o nell’altro, non solo per raggiungere la semplice sufficienza. E allora inizia la Fortitudo, a pranzo: tutti curiosi di vederla al primo, vero, ipotetico, test rischioso. Lunga, quadrata e con idee chiare, senza lasciare neanche una riga del libro studiato e con la consapevolezza che, pian piano, questa può diventare a tutti gli effetti, se non lo è già, la prima della classe. Qualità, quantità e gerarchie, lo Fortitudo, fino ad adesso, fa la parte dello studente modello: difficile, ad oggi, trovare lacune per un gruppo che sta studiando bene e che, in un modo o nell’altro, davanti si trova avversari che iniziano a titubare quando l’interrogazione diventa più dura. E a meno di verifiche a sorpresa, potrebbe essere così fino alla fine dell’anno. Ora ci sarà da dare un’occhiata al roster, tra quelli infortunati e quelli più avanti con gli anni, perché bisognerà continuare a dare buone risposte a Udine (mercoledì) e Jesi (sabato).

Cambia in pochissimo tempo il meteo su Bologna: in meno di 20′ il pomeriggio domenicale passa da un sole quasi primaverile ad un nubifragio. E’ inverso il percorso che fa il Bologna, dal fischio finale del primo tempo a quello di inizio secondo tempo: sbaglia Inzaghi, forse, all’inizio, fidandosi un po’ troppo dei suoi e volendo dare una possibilità a tutti. Si riprende dopo, quando il suo Bologna non fa più scena muta ma inizia a tirar fuori qualche “(bella) parola”; “El Ropero” apre la strada, Calaresi strappa la sufficienza, il Torino è rimontato e il pareggio, con un tiro e mezzo in porta, è ossigeno puro. Sono poi tante le cose da aggiustare ma, questa volta, il bicchiere può essere mezzo pieno.

Inizia ad essere pieno per più di metà , invece, il bicchiere della Virtus: vittoria in trasferta sul campo di una squadra “da primi quattro posti”. Sacripanti&Co rispondo benissimo al test Avellino, dando l’impressione di avere ancora ampi margini di miglioramento e soprattutto facendo capire che i “colored”, quest’anno, le partite le vogliono vincere. Il tempo, però, è quello che è e domani si torna già in campo a Lubiana: non ci si dovrà addormentare sugli allori, Baraldi docet, perché potrebbero diventare spinosi.

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Redazione BOLaround

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