Trasferte dolci e amare: quanto sorride Bologna?

Weekend altalenante per il bolognese medio, quello che da una parte veste rossoblù e dall’altra bianconero o biancoblù. Weekend infelice per chi è solo rossoblù; entusiasmante per quelli che amano soltanto la palla a spicchi.

È iniziato (finalmente) il campionato di Virtus e Fortitudo e, ovviamente, sono iniziati anche i commenti del giorno dopo, che di base a Bologna durano 365 giorni l’anno. Vince la Virtus in un campo che ormai porta bene. Vince convincendo per 20 minuti, vince arrancando per i restanti 20’. Tutto nella norma in fondo: un giusto compromesso tra la “quasi perfezione” del primo tempo (che sembrava una gara giocata nei playoff per solidità e compattezza) e la superficialità di terzo e quarto quarto (giocati come se i ragazzi di Sacripanti si fossero trovati insieme per la prima volta due ore prima della partita). In questa altalena, la spinta giusta alla V nera viene dal Bronx americano, da Kevin Punter. Purtroppo o per fortuna, però, già domani l’altalena di emozioni si riaffaccerà sul campo, per il ritorno in Europa. Vince in trasferta anche la Fortitudo che, alla fine, impone la legge del più forte, senza mai nasconderlo: la vincono un po’ tutti, con equilibrio e normalità. Strane queste parole vero? 90 punti in trasferta, idee chiare e poco importa che siano passati soltanto 40’. Tutto tranquillo, almeno sembra.

Troppa tranquillità, invece, dalle parti della difesa “Inzaghiana”: 2 gol subiti, simili tra loro, in una partita senza sussulti, senza tiri in porta degli attaccanti e senza neanche un Orsolini di turno tirato fuori dal cilindro della panchina, come successo qualche giorno prima. Ora la sosta, per ridare al “rossoblù” quel sorriso, che questo weekend ha già regalato al bolognese “cestista”, consapevole però, anche lui, che sarà lunghissima…

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Redazione BOLaround

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