BOLOGNA, VIRTUS E FORTITUDO, TRE MOTORI CHE INIZIANO A CARBURARE

“San…tander”. No, non è un nome coniato per un nuovo santo protettore ma è il nome di colui che trascina il nuovo Bologna, più grintoso, più efficace, più squadra. Esulta il Dall’Ara al gol del “Ropero”, inizio della rimonta in una partita che, non per colpe del Bologna, si era messa male con l’Udinese. Una partita vera, ancora di più di quella di una settimana fa con la Roma perché la gara perfetta con una “grande” può capitare, una partita solida con una diretta concorrente per gli stessi obiettivi, deve essere la normalità e la truppa di Inzaghi deve partire da questo. Alla normalità deve seguire la continuità però, questa sconosciuta nelle ultime stagioni dei rossoblù e poco importa se a portarla sia l’uno o l’altro, Orsolini o Mattiello, “San…Tander” o Nagy.

Normalità? Citofonare coach Antimo Martino, definito “mister normalità” dagli addetti ai lavori, che intanto mette in bacheca la Supercoppa, morale ed energia positiva per la stagione. Una stagione che, per la Fortitudo, inizia a Verona domenica prossima. Ancora una settimana a disposizione di Martino per “incerottare” gli acciaccati e spiegare una volta per tutte a tutti (dentro e fuori dal campo) che il ruolo di favorita esiste ma che il “low profile” che ha caratterizzato la pre-season dovrà essere la regola base ancora per molto. Finisce anche il pre campionato della Virtus ma non finisce il processo di crescita tanto caro a coach Sacripanti: 5 giorni e sarà campionato, 7 giorni e sarà Champions League. La Segafredo è (quasi) pronta e ha anche le nuove divise di gara che, come sempre sotto le due Torri, hanno destato scalpore, critiche e giudizi più o meno concordi. Mezzitoni o pois? Ci voleva la par condicio anche per le canotte. Si inizia a carburare ma la bandiera a scacchi è ancora lontana.

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Redazione BOLaround

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