Manca sempre quella cosa lì

Dopo 360 minuti manca sempre quella cosa lì, oramai assume il contorno di un tabù; eppure il Genoa non ha giocato una partita migliore del Bologna. La differenza è solo quella. Oggi alla squadra di Inzaghi manca quasi, e sottolineo quasi, solo quella cosa lì. I rossoblu arrivano in area di rigore più volte del Grifone ma la manovra poi diventa loffia e inconcludente. Sarebbe troppo parlare di “porta stregata”, però più di un pizzico di sfortuna c’è stata in queste prime quattro giornate. Inzaghi dice che “tutte le volte che ci tirano in porta ci fanno gol” e che “in questo momento non ce ne va bene una” e certamente non ha torto ma non sarebbe nemmeno corretto archiviare la questione così. Il centrocampo fatica a costruire, vero; Pulgar non è ancora quello dello scorso anno, vero; l’errore di Svanberg provoca il gol di Piatek, vero; il vero problema però è che qua la palla non va in rete neanche per sbaglio. Qualche errore è comprensibile e da mettere in conto, come è da mettere in conto il poter subire qualche gol; ma se oggi il Bologna va sotto poi non recupera. Gli attacchi di Genoa e Spal, e pure quello dell’Inter, non hanno fatto impazzire la retroguardia rossoblu, anzi le disattenzioni sono anche state limitate: poche ma letali. Letali perché poi irrecuperabili. La storia ci dice che sono pochissime le squadre che nelle prime quattro giornate sono rimaste all’asciutto dal punto di vista realizzativo, sicuramente non era mai stato il caso del Bologna prima d’ora.

Occorre quindi senza dubbio cercare di esprimere un gioco migliore ed una costruzione più efficace, ma soprattutto occorre concludere, concretizzare, detta senza mezzi termini: sbattere quel pallone in porta. Senza questo si va poco avanti e infatti di passi in classifica se ne stanno facendo pochi. Il rischio che diventi un’ossessione è reale però è anche necessario che lo sia, per lo meno un’esigenza che tutta la squadra deve sentire, forse cambiando anche il paradigma di Inzaghi, o almeno quello che adottava nel Venezia, nota per non essere proprio spregiudicata in attacco.

E’ forse venuto il momento di azzardare, schierarsi in maniera più offensiva e giocarsi il tutto per tutto pur di infrangere quel maledetto tabù: fare “semplicemente” gol.

 

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Eugenio Fontana

Appassionato di storie sportive e tifoso rossoblu dal '95. La prima volta che sono andato allo stadio ho visto una partita di Coppa Intertoto: Bologna-National Bucaresti 2-0. Speaker radiofonico a radio1909

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