GP di Francia: il ritorno di Le Castellet

Correva l’anno

Il World Wide Web non esisteva.
Il muro di Berlino era appena caduto.
E i lavoratori al Tunnel della Manica, britannici e francesi, si stringevano la mano per la prima volta, 40 metri sotto il fondale dello stretto.

Era il 1990 ed era l’ultimo anno del Gran Premio di Francia al Circuit Paul Ricard.
L’uomo di casa, Alain Prost, vinceva per la Scuderia Ferrari la terza gara iridata, in quella corsa al titolo che poi venne vinta da Ayrton Senna.

Da non dimenticare è anche la performance del ‘privatista’ Leyton House e dei suoi piloti: Ivan Capelli e Mauricio Gugelmin. Entrambi nelle prime posizioni per gran parte della gara, conclusa con Capelli al secondo posto dopo aver comandato la corsa per ben 45 giri.

Il Circuito

Sono passati 28 anni dall’ultima volta che il Campionato di Formula 1 FIA ha visitato le Castellet, ma questa domenica il Gran Premio ritornerà su 5.842 kilometri totalmente nuovi e disposti su 15 curve. I Km totali del GP sono quasi 310, spalmati su ben 53 giri.

Tracciato di Circuito Paul Ricard
Di Bbb2007https://www.formula1.com/en/championship/races/2018/france.html, CC BY-SA 4.0, Collegamento

Il circuito si è evoluto per diventare uno dei più avanzati al modo tecnologicamente. Infatti, è il primo ad aver ricevuto la designazione di “Centre of Excellence” (Centro di Eccellenza) da parte della FIA.

Si può quasi dire che questo circuito è un camaleonte, vista la sua particolare colorazione e le ben 167 combinazioni possibili per il tracciato.

FP1

Le prime prove libere sono state dominate per la maggior parte del tempo dalle Red Bull, che con Max e Daniel hanno stampato giri veloci con le Soft, ma non hanno ottenuto gli stessi risultati con le Ultrasoft.

Verso la fine della sessione si sono fatte sentire le Mercedes, che con la gomma più morbida (Ultrasoft) hanno stampato un 1:32.231 con Lewis e 1:32.371 di Valtteri. Distaccando così la RB14 di Daniel di 0.296.

Le Ferrari come al solito rimangono un pelino dietro nelle prove libere, non riuscendo a scendere sotto all’1:33, con Kimi (1:33.003) davanti a Sebastian (1:33.172). Anche per la Ferrari una sessione intera solo sulle Ultrasoft.

Con il sesto tempo troviamo a sorpresa Romain Grosjean (Haas), che con la sua VF-18 è riuscito a sopravanzare Max Verstappen (Red Bull).

L’olandese pupillo di Horner, dopo aver fatto segnare dei buoni tempi con le Soft, montate le Ultra, non è riuscito a mantenere il ritmo dei più forti.

La sessione è stata caraterizzata soprattuto dai testacoda di parecchi piloti. Il primo è stato Hartley (Toro Rosso), che in curva 6 ha rischiato di finire a muro dopo pochissimi giri.

I piloti che si sono girati sono stati parecchi, tra i quali troviamo: Räikkönen, Hulkenberg, Vandoorne, Leclerc, Ocon ed infine Ericsson.

Il pilota della Sauber è andato a sbattere rovinosamente contro le barriere di curva 6, causando le bandiere rosse che hanno decretato la fine della prima sessione di prove libere.

FP2

La seconda sessione di prove libere non è stata molto differente dalla prima, tranne per l’utilizzo più marcato della gomma Supersoft, nell’intento di trovare il setup giusto per il passo gara.

Sono continuati i testa coda, che hanno visto protagonisti Grosjean, Kimi, Alonso e molti altri.

I tempi sul giro sono rimasti pressoché simili alla sessione precedente, con Hamilton (Mercedes) l’unico pilota capace di scendere sotto al muro dell’1:33.

Entrambe le Red Bull, che hanno provato le Supersoft e le Ultrasoft, sono rimaste entrambe su un 33″ basso, divise da 28 centesimi. Seguite a ruota dalle Ferrari, che hanno differenziato le gomme tra Kimi (Soft, Ultra) e Sebastian (Super, Ultra).

Il tedesco della Ferrari è rimasto dietro al suo compagno di Scuderia, forse anche per la strategia diversificata. Questo però non deve far preoccupare, la Ferrari e Seb ci hanno abituato fin dalle prime battute del campionato a venerdì sotto tono e sabato fuori dal normale.

L’eroe di casa è stato Grosjean (Haas) che si è mantenuto saldo in sesta posizione, arginando la Freccia Argento di Bottas, fermatosi in settima posizione. Pure il danese della Haas, Magnussen, è riuscito ad entrare in top ten, stampando il nono tempo assoluto.

La sessione però non poteva rimanere immacolta. Perez (Force India) ha messo la firma su un incidente paurosamente spettacolare.

La sua monoposto ha perso la gomma posteriore sinistra nel rettilineo tra curva 7 e 8.

Non è però stato l’unico a rimanere a piedi. Infatti, poco dopo, Brendon Hartley (Toro Rosso) ha dovuto parcheggiare la propria STR13 a lato della pista per un guaio al motore.

Fonti:
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Pietro Passeri

Studente di Chimica Industriale a Bologna, da sempre appassionato di Motori. Due o quattro ruote non fanno differenza, se si muove con energia propria e fa rumore ha la mia attenzione. Sempre disposto a mettere in discussione la propria opinione e affamato di sapere. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909

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