Gran Premio d’Azerbaijan, le Rosse continuano a ruggire

Il Gran Premio d’Azerbaijan

Dopo una pausa di una settimana, utile a digerire la pazza gara in Cina, si riaccendono i v6 ibridi sul circuito di Baku in Azerbaijan. Il circuito, che cinge i migliori scenari della città, si snoda per le strade cittadine per ben 6.003Km. Rendendolo così secondo solo a Spa-Francochamps in ordine di lunghezza, anche se ospita il rettilineo più lungo della stagione (2,2 Km).

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Prepariamoci quindi a 51 giri pieni di sorprese, la gara di domenica 29 aprile infatti sarà la prima del campionato a disputarsi in senso anti-orario. Assieme a questo si aggiungono l’asfalto poco abrasivo e non gommato, le poche vie di fuga e la seconda parte del tracciato che lascia poco spazio per gli errori; tutto ciò ha già mietuto vittime durante sia le prove libere che la sessione di qualifica.

Qualifiche, il riscatto parziale delle Rosse

Al pilota tedesco della Ferrari è bastato il primo giro veloce in Q3 per assicurarsi la pole position di 0.179s dall’inglese della Mercedes, dopo che si è rovinato il secondo tentativo con un bloccaggio.

Ma allo scadere della sessione di qualifica, è sembrato che fosse l’altro pilota Ferrari, ad avere il passo giusto per assicurarsi la pole, facendo segnare il miglio tempo nei primi due settori.

Raikkonen però ha buttato via il suo giro all’uscita della curva 16, dopo aver perso momentaneamente il posteriore a causa della sua troppa esuberanza sull’utilizzo dell’acceleratore.

Questo ha fatto rimanere Kimi in sesta posizione, rimanendo dietro alle due Mercedes di Hamilton e Valtteri, come alle due Red Bull di Ricciardo e Verstappen.

Vettel, Q3 sul filo del rasoio

Sebastian Vettel ha avuto paura di aver rovinato la pole position nel giro finale delle Q3 al Gran Premio di Azerbaijan, dopo aver commesso un piccolo errore.

Come ha spiegato in conferenza stampa: “Col primo giro veloce di Q3 ero veramente felice, forse potevo guadagnare qualcosa nel secondo settore, curva 6 e 11, dove ero stato un po’ troppo famelico ed ero andato più largo del dovuto.

“Ma il resto del giro ero andato veramente bene. Sono riuscito ad uscire bene anche dall’ultima curva, dove per tutta la giornata era stato difficile gestire la macchina a causa del vento forte. In fin dei conti ero felice di come avevo concluso il giro.

“Durante il secondo tentativo, sapevo che potevo raccimolare qualcosa in quei due punti e sapevo che per il resto la macchina era infuocata. Penso però di essermi emozionato troppo in curva 3 e di aver provato a frenare un po’ più tardi, troppo tardi, rispetto al giro precedente.

“Quando ho colpito il cordolo, la gomma si è bloccata lasciando un ‘flat spot’ sull’anteriore sinistra. Ero abbastanza arrabbiato in quel momento dentro alla macchina, perché avevo appena bruciato la mia occasione di migliorarmi.

“Quando alla fine ho abortito il giro, mi è stato comunicato che avevo conquistato la pole position e alla fine sono stato felice, molto felice.

“La squadra ha lavorato benissimo, abbiamo cambiato di nuovo il setup della macchina durante la notte e abbiamo trovato ancora più performance!”.

Fonti:
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Pietro Passeri

Studente di Chimica Industriale a Bologna, da sempre appassionato di Motori. Due o quattro ruote non fanno differenza, se si muove con energia propria e fa rumore ha la mia attenzione. Sempre disposto a mettere in discussione la propria opinione e affamato di sapere. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909

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