Formula 1: Vettel straordinario, Gasly sorprendente

Domenica da ‘Mille e Una Notte’ per i team italiani della Formula 1. Vettel e Gasly entrambi protagonisti tra le sabbie del Bahrain.
Ferrari, un gara promettente

Sebastian Vettel ha disputato la sua duecentesima gara nel modo migliore possibile. Tutto è iniziato sabato, quando ha conquistato la Pole Position con un giro strabiliante, battendo addirittura il suo compagno di squadra, Kimi Räikkönen, che sembrava aver trovato il ritmo giusto all’interno della sua SF71H. La Ferrari quindi si è presentata il giorno dopo più in forma che mai, occupando completamente la prima fila.

Vettel parte benissimo, Kimi invece perde una posizione in favore di Bottas che era terzo in griglia di partenza, ma la gara non è che appena incominciata e i seguenti 57 giri saranno i più emozionanti da molto tempo a questa parte. Nel bene e nel male.

Vettel, gara straordinaria

Vettel è il primo a compiere il pit-stop del gruppetto di testa e al 18° giro monta 4 Soft nuove. Rientrato in quarta posizione, può partire alla caccia di Hamilton (partito nono a causa della sostituzione del cambio) che nel frattempo è riuscito a guadagnare ben 5 posizioni (anche grazie ad uno spettacolare triplo sorpasso ai danni di Alonso, Hulkenberg e Ocon) e siede tranquillo in terza.

Dopo un duello senza esclusioni di colpi, durante il quale Hamilton ha cercato di rallentare il più possibile il suo avversario, cercando così di aumentare le possibilità di vittoria del suo compagno di squadra; all’inizio del 26° giro Vettel riesce a spuntarla, riportandosi in testa alla gara.

Da qui in poi la gara vedrà un solo leader, che per 31 lunghissime tornate riuscirà ad amministrare gomme e carburante in maniera straordinaria. Il tutto senza esclusione di colpi e di imprevisti. Infatti, la strategia di Vettel inizialmente era concepita su due pit-stop, ma un errore ai box durante il secondo cambio gomme del suo compagno di Scuderia, Kimi Räikkönen, costringe il muretto a spostarsi sul ‘Plan D’, il quale prevede un solo stop.

In quel preciso istante la gara del tedesco della Ferrari si è totalmente trasformata, facendo emergere le vere doti di questo pilota eccezionale. Non solo è riuscito ad amministrare il vantaggio che aveva dai due inseguitori sulle frecce argento, condendo il tutto di falsi comunicati radio, ma ha dimostrato che le scelte ingegneristiche effettuate sulla monoposto 2018 dalla Ferrari, sono al passo con la Mercedes.

Nei due giri finali della corsa, quando Bottas finalmente è riuscito ad avvicinarsi abbastanza per poter aprire il DRS, Vettel ha prontamente respinto gli attacchi del pilota finlandese, difendendo la prima posizione fin sulla linea del traguardo. Dopo aver conquistato la bandiera a scacchi, si è potuto liberare di tutta la tensione accumulata in una splendida comunicazione radio tra lui e il suo muretto.

Ferrari, vittoria agrodolce

Insomma un vero e poprio capolavoro, in questo modo Vettel festeggia assieme alla Ferrari la 49esima vittoria in carriera e centra per la seconda volta di fila il gradino più alto del podio, rimanendo in cima alla classifica piloti a punti pieni.

Ma la ragione per la quale la Scuderia Ferrari non si sente pienamente soddisfatta per questo fine settimana di gara in Bahrain, è da cercare durante il 36° giro di gara quando Kimi Räikkönen entra ai box per il secondo cambio gomme. Qualcosa non va per il verso giusto e la gomma posteriore sinistra non viene nemmeno svitata, ma il semaforo dei box si illumina lo stesso di verde e Kimi parte travolgendo un meccanico.

Francesco Cigarini, meccanico che si occupa dell’elettronica della SF71H dei Sebastian Vettel, era uno dei tre meccanici della crew del Cavallino addetto al cambio gomme della fatidica posteriore sinistra e cercava di segnalare che il cambio gomme non era stato fatto quando è scattato il verde.

Il meccanico ha subito la frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra, Kimi Räikkönen ha fermato la propria monoposto in un punto non sicuro della pit-lane. Il regolamento vieta che una monoposto possa riprendere la pista con un set di gomme che non sia tutto della stessa mescola.

La Ferrari, quindi, è stata multata di 50.000 euro per l’unsafe release e oggi i tecnici del Cavallino dovranno rispondere alla FIA su cosa è successo, perché è stata aperta un’indagine da parte dei commissari tecnici.

Pierre Gasly, ‘Domo Arigato Honda’

Tranquilli non è un ‘Déjà Vù’ quello che state vivendo, ho già usato queste parole in un mio precedente articolo (se non è così vi consiglio di recuperarlo cliccando qui) e sembra proprio che ci avessi azzeccato.

Dopo una partenza un po’ in sordina in Australia, in Bahrain la Toro Rosso si è mostrata per com’è veramente, riuscendo addirittura ad arrivare in Q3 con Pierre Gasly e conquistando la sesta piazza in partenza (trasformata poi in quinta per via della penalità inflitta ad Hamilton).

BAHRAIN, BAHRAIN – APRIL 08: Scuderia Toro Rosso 5th on the grid during the Bahrain Formula One Grand Prix at Bahrain International Circuit on April 8, 2018 in Bahrain, Bahrain. (Photo by Peter Fox/Getty Images)

In partenza Gasly mostra subito di che pasta è fatto, superando addirittura Daniel Ricciardo. Da quel momento, fino alla fine della gara, il francese della Toro Rosso non si schioda da quella posizione.

BAHRAIN, BAHRAIN – APRIL 08: Pierre Gasly of France and Scuderia Toro Rosso driving the (10) Scuderia Toro Rosso STR13 Honda on track during the Bahrain Formula One Grand Prix at Bahrain International Circuit on April 8, 2018 in Bahrain, Bahrain. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Tutto il resto della gara lo passa in sordina, anche se in questo modo ha potuto dimostrare a tutti che è un pilota completo, sapendo gestire in maniera straordinaria gomme e motore.

Ovviamente sul quarto posto di Al Sakhir ha influito il doppio stop della Red Bull, ma questo non toglie nulla all’exploit di Gasly.
“Siamo andati bene in qualifica – ha commentato il francese – ma sapevamo che non sarebbe stato semplice lottare in gara con Renault, McLaren e soprattutto Haas. La quarta posizione non era realisticamente nei nostri obiettivi, poi grazie anche a dei ritiri è diventato un target possibile, e devo dire che la macchina è stata fantastica, anche sul fronte della gestione degli pneumatici. È stato un weekend davvero positivo per tutti noi. Vedo che Franz (Tost) sta sorridendo… un buon segnale, no?”

BAHRAIN, BAHRAIN – APRIL 08: Pierre Gasly of France and Scuderia Toro Rosso driving the (10) Scuderia Toro Rosso STR13 Honda on track during the Bahrain Formula One Grand Prix at Bahrain International Circuit on April 8, 2018 in Bahrain, Bahrain. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Allo sventolare della bandiera a scacchi il muretto box del team italiano è letteralmente esploso di gioia. I meccanici della Toro Rosso sono corsi al parco chiuso impazienti di portare in trionfo un Gasly che ha concretizzato insieme alla squadra il risultato più imprevedibile alla vigilia del weekend in Bahrain.

Prossima tappa, Cina

Questo fine settimana ha confermato che il duro lavoro delle due scuderie italiane sta dando i frutti sperati e forse anche di più. La Ferrari sembra aver azzeccato le scelte ingegneristiche e la Toro Rosso di aver vinto, per ora, la scommessa sulla scelta del motore. Soprattutto dopo lo splendido team radio di Gasly a fine gara, dove ha esclamato “Now We Can Fight” (ora possiamo lottare), riprendendo le parole che Alonso aveva pronunciato alla fine dello scorso Gran Premio.

Con questo direi che possiamo proiettarci verso il prossimo fine settimana, aspettandoci un Gran Premio pieno di sorprese, magari pure tinto di Rosso Ferrari.

Fonti:

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Pietro Passeri

Studente di Chimica Industriale a Bologna, da sempre appassionato di Motori. Due o quattro ruote non fanno differenza, se si muove con energia propria e fa rumore ha la mia attenzione. Sempre disposto a mettere in discussione la propria opinione e affamato di sapere. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909

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