MotoGP, Rossi: “Marquez sta distruggendo il nostro sport”. Marquez: “Quello che pensa Rossi mi preoccupa zero”

Dopo la gara in Argentina, con il contatto tra Marquez e Rossi che ha causato la caduta del Dottore e la penalità al campione del mondo, si accendono gli animi nel Paddock (vedi la cronaca della gara). Dure le parole di Valentino che non si trattiene davanti ai giornalisti e pronta la risposta di Marquez in conferenza.

L’intervista di Rossi

Sto bene, non mi sono fatto niente ma cosa devo dire? È una situazione molto pericolosa e la Direzione Gara deve fare qualcosa. Marquez sta distruggendo il nostro sport perché non ha rispetto per nessuno. Gli errori capitano a tutti ma, se guardiamo la sola gara di oggi, è andato contro 4 o 5 piloti. Fa sempre la stessa cosa: ti punta tra la gamba e la moto, sa che non cadrà e spera che sia tu a cadere, è più felice. È il suo modo di correre”.

Prosegue poi: Marquez è recidivo, corre così con tutti. In Qatar, alla prima curva, ha preso la gamba di Zarco e poi è quasi andato contro Dovizioso. In questo fine settimana ha fatto il matto già nelle prove, con Vinales, che ha dovuto alzare la moto per non toccarlo, poi con me e con Dovizioso. Poi c’è stata la partenza. Le regole parlano chiaro: se si spegne la moto prima della partenza devi uscire, lui non ha cagato nessuno, è andato contromano. Già da quel momento avrebbe dovuto essere escluso dalla gara, le regole sono uguali per tutte, allora perché non per lui? Poi è venuto su come un matto, andato a sbattere contro a Aleix, Rabat e poi contro di me e mi ha sbattuto per terra”.

“Il problema è che è pericoloso, ho paura a stare in pista con lui e non mi sento tutelato dalla Direzione Gara. Lui fa quello che vuole e lo fa con tutti, quando mi è venuto addosso è entrato in curva almeno 20 km/h più veloce di me, mi ha preso come al solito fra la moto e la gamba e lo ha fatto apposta, come con Aleix, a più di 200 all’ora. Quando ho visto il suo nome sulla tabella di segnalazione, sapevo già che mi sarebbe venuto addosso. Andava un secondo più veloce di me, io non ero forte, perché non mi ha passato alla curva successiva? Quando mi è entrato dentro, mi sono quasi messo a ridere: così è troppo”.

Non ha rispetto per i suoi avversari, alza la competizione fino a un livello pericoloso. Io ho paura quando lo vedo, perché so che mi verrà addosso, e tratta me ancora peggio degli altri. Come è successo, nel 2015 quando mi ha fatto perdere il mondiale apposta. Non può andare a sbattere contro 6 piloti in una gara, significa farlo apposta. La Direzione Gara ha una grande responsabilità, non devono permettergli di comportarsi così altrimenti lo faranno tutti.

Sulle scuse non accettate: “Lui viene a chiederti scusa con Alzamora e Puig davanti alle telecamere ma sono pubbliche relazioni, è la sola cosa che gli interessa, non gli interessa niente degli altri. Non ha i coglioni di venire da solo nel mio ufficio, non è sincero. Se fosse capitato una sola volta e fosse venuto a chiedere scusa le avrei accettate, a me era successo con Stoner. Però, quando ricapita più e più volte non posso accettare le sue scuse, sono una presa per il culo. Voglio solo che mi stia lontano e non mi guardi in faccia, lo dirò anche a lui, perché almeno c’è un pizzico di rispetto”.

Io non sono nella Direzione Gara, sono loro ad avere la responsabilità. Devono fare in modo che non vada a sbattere contro alti piloti tutte le volte, altrimenti diventa pericoloso. Quando sono in pista con lui ho paura, non mi sento protetto dalla Direzione Gara. Quando vai ai 300 all’ora devi avere rispetto per i tuoi avversari. Penso che siamo arrivati a questa situazione perché non gli fanno mai niente. Se guardiamo al passato, e io essendo appassionato mi ricordo tutto, una volta Lorenzo ha buttato giù Pedrosa ed è stato a casa il GP successivo, Capirossi ha buttato giù Lucchi ed è stato a casa. Marquez ha iniziato a buttare giù altri piloti fin dalla Moto2, per superarti ti viene addosso perché è più facile, ma il nostro non dovrebbe essere uno sport di contatto, vai ai 200 all’ora, ti fai male. Lui deve comportarsi come tutti gli altri, ognuno di noi ha sbagliato nella propria carriera, ha buttato giù un altro pilota, ma, cazzo, 6 in un fine settimana! Di cosa stiamo parlando? Io ho paura, spero non lo faccia più […] Non siamo sull’autoscontro”.

Sulle conseguenze ha aggiunto: “Gli altri piloti non sono dei coglioni, avremmo tutti le palle per correre così, ma se lo facessimo tempo 5 gare e non correrebbe più nessuno perché saremmo tutti infortunati. Ho parlato con Mike Webb e gli ho detto le stesse cose. Non so cosa succederà, ma non mi sento protetto dalla Direzione Gara con Marquez. Basta vedere quello che ha fatto sulla linea di partenza, tutti quelli a cui era successo di fare spegnere la moto, avevano visto arrivare uno che li aveva presi e portati fuori, a lui non è successo nulla. Se lo avessero fatto, non sarebbe successo tutto questo casino. Ma non è bastato ciò, ha visto bene, nella sua rimonta, di andare a sbattere contro tutti quelli che ha trovato”.

Infine: “Non ho una relazione con Marquez dal 2015, gli dico ‘ciao’ solo perché così è più semplice. Se non ha rispetto per me, io non ce l’ho per lui. Ma questo è un altro discorso, stiamo parlando di manovre pericolose. Questa è la MotoGp, non il destruction derby. Non mi diverto nemmeno a lottare contro di lui, perché non è aggressivo, gioca solo sporco.

La risposta di Marquez

In tutta la mia carriera non ho mai avuto la voglia e l’intenzione di toccare un rivale; quindi, non l’ho fatto apposta nemmeno oggi: quello che è successo con Valentino è stato causato dalla pista bagnata, c’era lo spazio per passare, ma la ruota si è bloccata su un asfalto bagnato e non in buone condizioni; ho dovuto mollare il freno, quasi sono caduto, ecco perché ci siamo toccati. In gara non è successo solo a me un episodio del genere, ma anche a Zarco con Pedrosa e Espargarò con Petrucci. Per esempio, quando ho toccato Aleix, ho commesso un errore: essendo più veloce di 4 secondi al giro, non sapevo dove lui avrebbe frenato, e ci siamo toccati”.

Sulla gara ha detto: “La mia è stata una domenica davvero difficile  iniziata con il problema in partenza, quando mi si è spento il motore; non sappiamo perché è successo, stiamo analizzando i dati per capirlo. Ho ripreso la moto ed è successo un casino… […] ho chiesto ai marshall cosa dovessi fare con la moto accesa domandando loro se potevo rimanere sulla griglia con la moto accesa o meno; il primo non sapeva cosa rispondermi, un altro commissario si è addirittura allontanato, quindi io ho capito che sarei potuto ripartire dalla mia casella in griglia. Non ho compreso la causa del ride through che mi hanno imposto”.

L’episodio nel box Yamaha: “Mi sono recato nel box Yamaha per porgere le mie scusa a Valentino, ma lui non le ha accettate. Sono io che accetto la sua decisione. Quello che pensa Rossi, mi preoccupa zero. Io sono onesto, ho commesso un errore totalmente involontario, ma quello più grande è stato con Espargarò e non con Valentino.  Rossi deve ricordare che anche lui ha avuto 25 anni, io oggi ho corso al 100% su una pista davvero insidiosa, dando tutto me stesso”.

 

Sources:

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Daniele Lanza

Nato a Bologna nel 1996. Studente di Produzioni Animali alla facoltà di Agraria di Bologna. Appassionato di motori (MotoGP e SBK) e ducatista fin dalla nascita. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909.

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