Melbourne: Ferrari, un podio tinto di Rosso

La stagione non poteva partire meglio di così

Come Sergio Marchionne  stesso ha dichiarato: “Non poteva esserci un inizio di Campionato migliore di così per la Ferrari. Ascoltare l’inno italiano risuonare attorno a Melbourne è stato un momento toccante per tutti noi e per tutti i fan della Scuderia Ferrari. Questo è il miglior premio possibile per la squadra, che ha costruito una vettura competitiva e ha usato una stategia perfetta, sfruttando l’evolversi della gara.”

“Congratulazioni sia a Sebastian che a Kimi, entrambi hanno fatto una grandissima gara. Naturalmente il campionato è ancora molto lungo e ci sono ancora 20 Gran Premi. Quindi sarebbe sbagliato festeggiare troppo. Tutti noi sappiamo che abbiamo ancora parecchio lavoro davanti a noi, ma il primo passo è stato fatto nella direzione giusta.”

Una nuova bandiera in casa Ferrari

Sebastain Vettel aveva promesso che per ogni vittoria del Cavallino Rampante in Formula 1, avrebbe fatto appendere una bandiera a Maranello. Come promesso la prima è già stata appesa e si spera che non sia l’ultima, ma la prima di una lunga serie!

La prima gara della stagione 2018 di Formula 1 si è conclusa, la prima vittoria è stata portata a casa, ma il campionato è appena iniziato e non bisogna sedersi sugli allori. In Ferrari questo lo sanno molto bene e le parole di Arrivabene non sono tardate ad arrivare.

Tutto questo però non può oscurare un fine settimana nel quale entrambi i piloti non si sono risparmiati minimamente. Entrambi hanno lavorato a testa bassa con un unico obiettivo in testa, vincere la gara portando a casa il miglior risultato possibile.

Sabato, il momento giusto per mostrare le carte

Sabato pomeriggio le qualifiche per la gara di domenica si sono concluse con la Pole Position di Lewis Hamilton, che in Q3 ha fermato il cronometro con il tempo record di 1:21.164, ma le Ferrari non sono state a guardare. Kimi Raikkonen infatti si è piazzato secondo con il tempo di 1:21.828 a 7 decimi dall’inglese della Mercedes, Vettel terzo più lento di Kimi di 1 centesimo.

Il gap sembrerebbe molto alto tra il pilota della Mercedes e i ferraristi, ma come ha anche dichiarato Hamilton: “Non credo che il gap visto in qualifica sia veritiero. Forse sono stato bravo io a fare un buon giro mentre Seb non ha trovato la tornata perfetta…”.

“What goes around, comes around”

Non si può negare, la Ferrari nelle utlime stagioni ha sofferto molto per errori della squadra o per lacune tecniche e strategiche. Questa domenica invece sembra proprio che siano cambiate le sorti per la squadra di Maranello.

Le strategie che sono state adottate sia per Kimi che per Sebastian, assieme ad un pizzico di fortuna e adattamento, hanno portato alla prima vittoria in campionato di Vettel e un terzo posto meritatissimo per l’intramontabile Raikkonen.

Kimi, che partiva secondo in griglia di partenza, è riuscito a non farsi distaccare troppo da Hamilton nel primo stint della gara e rientrando al diciottesimo giro per il cambio gomme, ha condizionato la strategia di Hamilton stesso, che è corso ai box il giro seguente.

Questa mossa ha permesso a Vettel di salire in cattedra e ritardare il proprio pit-stop il più possibile, per sfruttare al meglio le UltraSoft che montava.

L’opportunità perfetta non ha tardato ad arrivare: in pochi giri tutte le vetture si sono fermate per il cambio gomme, in particolare le Haas che stavano conducendo una gara di tutto rispetto con Magnussen in quarta e Grosjean in quinta posizione.

Rientra per primo Kevin Magnussen, nel cambio gomme la posteriore sinistra non viene fissata bene ed è costretto a ritirarsi. Romain Grosjean due giri dopo subisce la stessa sorte, non gli viene fissata bene l’anteriore sinistra ed è costretto a fermasi in curva due.

Questa volta la monoposto non può essere rimossa in sicurezza con la gara in corso e quindi la direzione di gara si vede costretta ad attivare la VSC (Virtual Safety Car), per poi passare alla Safety Car, per permettere ai marhsall di lavorare in sicurezza.

In questo frangente molti piloti approfittano della situazione per rientrare ai box e cambiare le gomme per avere una mescola ‘fresca’ alla ripartenza.

L’opportunità perfetta

A questo punto il muretto Ferrari non può fare altro che cogliere la palla al balzo. Richiama Vettel ai box per montare le gomme Soft e rientrando in pista si consuma l’evento cardine della gara.

Lewis Hamilton, che era sceso in seconda posizione dopo il cambio gomme, non riesce a saltare davanti al proprio avversario, anche se aveva appena 12 secondi di ritardo (in media per un pit-stop si impiega 24 secondi a rientrare in pista). Permettendo a Vettel di rimanere in prima posizione e conquistare la cima del podio del Gran Premio di Australia.

A quanto pare l’errore della Mercedes è da cercare nelle parole di Toto Wolff (Team Manager Mercedes): “Pensavamo di avere un margine di tre secondi in caso di sosta di Seb in regime di VSC, quindi dovremo capire bene quanto è accaduto. Secondo il nostro software era necessario essere a 15 secondi da Vettel per mantenere la leadership in caso di Vsc, e noi eravamo a 12, quindi ampiamente entro i margini”.

“Party Mode”

Nella conferenza stampa di sabato, dopo la fine delle qualifiche, Vettel scherzosamente si era augurato di festeggiare assieme a Kimi la domenica, visto che Hamilton lo avrebbe fatto dopo aver conquistato la Pole. A quanto pare aveva ragione, dato che dal podio sono risuonate le note dell’Inno di Mameli.

Per arrivare a questo risultato la strada non è stata in aclun modo in discesa per enrtambi i ferraristi.

Sebastain Vettel ha lottato per 26 interminabili giri con Hamilton, che chiedeva ai propri ingegneri tutta la potenza disponibile per la propria vettura utilizzando la ormai rinomata ‘Party Mode’, ma tutto questo non ha portato a nulla di fatto. Il tedesco della Ferrari è riuscito a rispondere a tutti gli attacchi inferti dall’inglese conquistando il gradino più alto del podio.

Stessa sorte per Kimi Raikkonen, che in terza posizione si è dovuto difendere da un Daniel Ricciardo in piena rimonta, dopo una partenza condizionata da una penalità subita venerdì pomeriggio. Kimi ha saputo amministrare alla perfezione il suo passo, mantenendosi a distanza di sicurezza dall’australiano in piena trance agonistica nella gara di casa.

A fine gara Vettel ha fatto notare che nonostante sia riuscito a rimanere davanti alla Mercedes di Hamilton, questo non indica che la Ferrari avesse il giusto ritmo per eguagliare le frecce d’argento nonostante la vettura abbia un immenso potenziale, ma che in questo momento lui stia faticando un po’ e che vorrebbe sentirla perfetta nel momento in cui va a frenare.

Concludendo: è il lavoro dei piloti quello di trovare il compromesso per poter superare gli ostacoli che incontrano durante la gara.

 

Fonti:

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Pietro Passeri

Studente di Chimica Industriale a Bologna, da sempre appassionato di Motori. Due o quattro ruote non fanno differenza, se si muove con energia propria e fa rumore ha la mia attenzione. Sempre disposto a mettere in discussione la propria opinione e affamato di sapere. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909

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