Alfa Romeo, il grande ritorno in F1

La conferenza stampa del 2 dicembre ad Arese aveva sorpreso in molti, ma con la presentazione della monoposto di questo pomeriggio ha spiazzato tutti.

Il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 non passerà di certo inosservato: la storica Casa automobilistica ha scelto la Sauber per il suo rilancio, puntando anche sul campione di Formula 2, Charles Leclerc (pupillo della Ferrari Driver Academy), che dovrebbe portare il muso della monoposto lontano dalle retrovie alla quale era relegata nella scorsa stagione.

 

L’Alfa Romeo Sauber C37 non ha nulla a che spartire con la C36, partendo dalla carrozzeria fino al cuore vero e proprio della monoposto. La monoposto sarà infatti spinta dalla power-unit Ferrari del 2018, un salto enorme rispetto all’anno precedente dato che il propulsore era quello del 2016, che assieme al cambio, sempre del Cavallino, ha l’ambizione di riportare la squadra svizzera a competere con i top team.

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Muso della C37

Quello che però salta subito all’occhio è la rinnovata complessità della carrozzeria, sviluppata nelle migliori gallerie del vento del Circus da Eric Genderlin e Luca Furbatto sotto la direzione tecnica di Jörg Zander; la macchina presenta molte soluzioni interessanti, la prima che incontriamo è nel muso, all’altezza del ‘nasino’ possiamo notare un profilo che congiunge i due piloni e crea due bocche che convogliano il flusso d’aria sotto alla scocca, indirizzandolo a loro volta nell’S-Duct.

 

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Dettaglio del muso della C37, notare l’attacco della sospensione push-rod ed il ‘nasino’ che termina sotto al tubo di pitot

Il muso sale in maniera quasi rettilinea anche se nella parte centrale è più scavato per ridurre il drag, poco più avanti all’altezza del tubo di pitot troviamo lo sfogo dell’S-Duct; sempre a questa altezza si mostra in tutta la sua bellezza la sospensione anteriore, con uno schema push-rod dalla geometria particolarmente estrema.

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Particolare della parte centrale della C37, notare le due bocche per i radiatori e i bargeboard

Dietro alle ruote i bargeboards hanno un disegno ideale per ‘pulire‘ i flussi che si incanalano nelle pance laterali, mentre al loro fianco i tre ‘candelabri‘ hanno delle insenature ad altezze diverse utili a riattaccare i ‘filetti‘ dei flussi verso l’ala posteriore.

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Particolare su S-Duct e prese d’aria sulla pancia della C37, notare i bargeboard a ‘pettine’ e sopra le due bocche per i radiatori

A questo punto non si possono ignorare la forma delle pance, su di esse gli ingressi dei radiatori sono ogivali, ma hanno due ingressi separati: quella inferiore è a filo con la protezione laterale, metre quella superiore è traslata leggermente più indietro.

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Particolare sul design aerodinamico nella parte centrale superiore della C37

Il dettaglio che ha contraddistinto di più la C37 rispetto alle altre vetture già presentate è l’Halo già personalizzato, come già anticipato dai test di fine stagione ad Abu Dhabi. Tale soluzione  dovrebbe aiutare a mitigare le turbolenze che sporcano il soffiaggio dell’aria diretta alla presa del motore e all’ala posteriore.

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Aspirazione e prese d’aria per i raffreddamenti di ERS e cambio della C37

Molto più ricercato a livello aerodinamico è la presa dinamica del motore attorno al roll-bar, la quale si scompone in due parti per poi essere incastonata tra le altre prese per il raffreddamento dell’ERS. Dietro a questo artificio si sviluppa il cofano, molto più massiccio di altri design e una vela in carbonio molto ridotta rispetto all’anno scorso decretata dalle nuove regole. (Una piccola curiosità è la presa aggiuntiva a lato della vela, probabilmente utile a raffreddare ulteriormente il pacchetto del cambio.)

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Retro della C37, notare l’estrattore del fondo e il triangolo superiore della sospensione

Nella parte finale della monoposto si può ammirare il fondo piuttosto complesso della vettura, con soffiaggi del bordo della vettura subito dopo ai candelabri e una finestra nel pavimento con una forma molto simile alle vetture di Maranello.

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Particolare sulla sospensione posteriore della C37

La sospensione posteriore, ormai nel consueto schema pull-rod ha un braccetto molto esposto nel triangolo superiore, mentre quello del triangolo inferiore si protende di più verso l’anteriore per permettere alla vettura di avere un passo più lungo (circa 40mm).

L’ala posteriore presenta una geometria a doppio pilone molto simile alla SF70-H, fra i quali si protende il terminale allungato. Ultima nota positiva è l’assenza della T-wing bassa, molto gettonata sulle altre vetture, mentre le pareti laterali dell’ala presentano dei soffiaggi per spingere al massimo il carico aerodinamico.

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Fiancata della C37, notare i ‘candelabri’ al centro e i profili sull’ala posteriore

Il Direttore Tecnico, Jörg Zander, ha dichiarato: “Poter finalmente rivelare la C37 oggi è un gran bel traguardo. La sfidante del 2018 è il frutto del duro lavoro che tutti quanti all’interno della fabbrica hanno messo assieme negli scorsi mesi. Parlando della C37, la filosofia della vettura è molto differente da quella della C36. Il concept dell’aerodinamica è variato significativamente e la C37 ha parecchie nuove peculiarità comparata alla precedente. Ci sentiamo ottimisti riguardo al fatto che il nuovo concept ci offre molte più opportunità e che ci aiuterà a sviluppare la vettura durante il corso della stagione. Il motore 2018 della Ferrari ci darà pure lui una spinta intermini di prestazioni. Speriamo di poter fare progressi con la C37 e di essere molto più competitivi del 2017”.

Il Team Principal, Frédéric Vasseur, in merito alla immiente apertura della stagione 2018 ha dichiarato: “Sto veramente aspettando con trepidazione l’inizio della stagione 2018 e di poter finalmente vedere in pista Marcus (Ericsson) e Charles (Leclerc). Ci abbiamo messo tutti noi stessi nella realizzazione della C37 negli scorsi mesi ed è fantastico poter lanciare oggi la nostra vettura. Sono fermamente convinto che Marcus e Charles siano una coppia perfetta di piloti, essendo uno un pilota esperto e l’altro un esordiente promettente.”

“Marcus sta per affrontare il suo quarto anno assieme a noi, lui è stato una parte molto importante della nostra squadra e abbiamo potuto beneficiare della sua esperienza e il suo impeccabile feedback tecnico. Come per Charles, anche lui ha dimostrato di essere un talento di prima categoria e che merita un posto sulla griglia di partenza della Formula 1 di quest’anno.”

Infine Vasseur ha concluso dichiarando: “Il nostro obbiettivo per il 2018 è molto chiaro: dobbiamo recuperare parecchio terreno e continuare a migliorare le nostre performance durante il corso della stagione. Abbiamo impiegato molte energie e dedizione nello sciluppo della C37. Voglio ringraziare tutti i nostri partners e i fan per il loro continuo supporto. Il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 segna un’altra grande pietra miliare nella storia della nostra squadra e sono veramente fiero del fatto che un così storico marchio abbia scelto noi per ritornare nel mondo dello sport. Siamo veramente impazienti di iniziare la stagione 2018 come Alfa Romeo F1 Team.”

Con queste premesse la Alfa Romeo Sauber ha più che le carte in regola per poter riconquistare terreno fin dall’inizio della stagione. Non ci resta che aspettare lunedì 26 febbraio per verificare se tutto il duro lavoro potrà iniziare a dare i suoi frutti.

L’Alfa Romeo non si vedeva da più di 30 anni nella classe regina e di sicuro il suo ritorno non può far altro che portare gioia e speranza nei cuori di tantissimi appassionati.

Fonti:

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Pietro Passeri

Studente di Chimica Industriale a Bologna, da sempre appassionato di Motori. Due o quattro ruote non fanno differenza, se si muove con energia propria e fa rumore ha la mia attenzione. Sempre disposto a mettere in discussione la propria opinione e affamato di sapere. Conduttore del programma Red Flag su Radio1909